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A differenza di un laser standard, il laser criogeno possiede due manipoli di cui uno esclusivamente crioterapico, che raggiunge una temperatura prossima allo zero.

La pelle così raffreddata viene preservata da eventuali scottature, da rossori e permette l’utilizzo di parametri che portano all’effettiva cauterizzazione del bulbo del pelo, rendendo l’operazione completamente indolore.

 

 

Cosa c’è dentro al manipolo del laser?

Molte di voi, care estetiste, ci hanno sempre chiesto cosa c’è dentro questo manipolo per costare così tanto e per essere così prezioso e delicato da averne una cura quasi maniacale.

Bene, in questo articolo vi faremo vedere cosa c’è dentro il vostro manipolo focalizzandoci in particolare sulla sezione di raffreddamento che, si può dire, è quella che differenzia il nostro Laser da tutti gli altri!

Ma facciamo una rapida panoramica di come è composto il Manipolo Laser in tutte le sue parti: come potete vedere dalla foto l’interno si divide in tre sezioni: di raffreddamento, di emissione luminosa e di de-focalizzazione

 

 

 

 

  1. Sezione di raffreddamento - questa è presente in ogni manipolo di qualsiasi laser diodo ed evita il surriscaldamento dei componenti durante il funzionamento. Il suo funzionamento è molto simile al circuito di raffreddamento della vostra automobile, che avrete studiato a scuola guida!
  2. Sezione di emissione luminosa - comprende esclusivamente il blocco di diodi che generano il raggio rosso che a voi serve per fare i vostri trattamenti.
  3. Sezione di de-focalizzazione - è usata, come dice la parola, per defocalizzare il raggio luminoso. Al contrario di un laser puntatore di cui vedete solo un puntino rosso proiettato su una superficie vicina o molto lontana che sia, qui invece vedete solo un fascio che si allarga man mano che vi allontanate dalla superficie su cui lo state proiettando.

 

 

La Sezione di Raffreddamento

Come ho detto in precedenza, questa sezione è presente in ogni manipolo di qualsiasi laser diodo. 

Tanto per capirci, se non ci fosse, spot dopo spot la temperatura del manipolo salirebbe fino a sciogliervelo in mano. Ma, tranquille, c’è e quindi questo non succederà!

E anche se il circuito di raffreddamento dovesse smettere di funzionare, il manipolo è protetto da una serie di sensori che ne rilevano continuamente la temperatura e bloccherebbero il laser appena questa supererebbe i 35°C in genere per tutti i laser.

Il cuore di questa sezione è la cella di raffreddamento, che è una piastrina particolare che quando viene accesa è in grado di raffreddare una delle sue facce fino a farle raggiungere anche diversi gradi sotto lo zero, trasferendo però tutto il calore che accumula sulla facciata opposta (come vedete nell’immagine).

Mentre ci fa comodo che il lato freddo vada sottozero, in modo da tenere ben fredde le parti del manipolo che sono al suo contatto, il lato caldo invece può raggiungere anche una temperatura di 80/90 gradi e quindi va controllato.

La piastra di raffreddamento serve proprio a questo scopo, cioè fa in modo che il lato caldo della cella non raggiunga alte temperature.

 

 

Ci teniamo a ricordare che tutti i manipoli laser sono raffreddati altrimenti non potrebbero funzionare. Questo non vuol dire però che il laser sia criogeno e possa far crioterapia alla pelle.

 

Quindi, ricapitolando, se la cella di raffreddamento è il “cuore” del raffreddamento del manipolo, i “polmoni” sono racchiusi nel congelatore che raffredda l’acqua che circola nel manipolo e che non tutti i laser hanno!

Come vedete dall’immagine, l’acqua fredda arriva alla piastra. Una parte prosegue la sua corsa a raffreddare la fonte luminosa e una parte, invece, circola nei canali interni della piastra stessa, assorbendo tutto il calore prodotto dal lato caldo della cella. Più quest’acqua riesce a portar via calore e più la cella raffredderà il supporto metallico del cristallo di de-focalizzazione.

L’estremità di questo supporto è quella che esce dal manipolo ed è quella parte metallica che voi a volte usate per raffreddare la pelle del distretto da trattare se la superficie non è molto estesa.

Lo spot del laser produce molto calore che riscalda sia il cristallo che il suo supporto. Quando lavorate delle zone piccole questo calore è facilmente assorbito dall’acqua di raffreddamento e la temperatura di lavoro del manipolo rimane stabile.

Il problema nasce su zone ampie come gambe, schiena e petto maschile.

 

 

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile, ovviamente approfondiremo l’argomento nei prossimi articoli e parleremo anche delle altre sezioni del manipolo e più in generale del Cryolaser Lepido;

Fateci sapere nella sezione commenti se questo articolo ti è stato utile e quali sono gli argomenti che vorresti trattassimo.

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